Stefania Ronzitti

    Sono una Fisioterapista, ma il mondo dei pensionati mi sta per spalancare le braccia. Un importante cambiamento nella mia vita, che però non vorrei vedere sotto un alone di tristezza. Penso infatti che ora avrò più tempo da dedicare alle mie passioni, tra cui appunto c’è la scrittura.

    Scrivere è stata una scoperta di non tanto tempo fa. Considerata la mia età (62) direi di averla fatta piuttosto tardi. E’ stato il caso che mi ha portato a cominciare e dopo la stesura di un primo semplicissimo racconto, mi sono accorta di quanto questo mi avesse preso ed il piacere che mi avesse dato il farlo. Mi ricordo di non essere riuscita quasi a dormire quella notte. I miei studi erano stati piuttosto improntati alla logica e alla razionalità. Sono una persona pratica, infatti.

    Non c’era niente in me che facesse presupporre che riuscissi a spaziare molto facilmente al di là delle cose concrete. Sì, creatività ne avevo. Avevo disegnato, mi divertiva applicarmi in lavori artigianali, ma non avevo mai pensato alla possibilità di scrivere. Eppure, questa cosa mi era piaciuta davvero molto. Perché allora non continuarla? Mi misi alla ricerca di qualcosa che mi regalasse degli spunti, di proposte che stimolassero ancora la voglia di cimentarmi. Andai su internet e lì mi si aprì un mondo. Erano pubblicati decine e decine di concorsi letterari. Mi resi conto di quanta gente condividesse la mia stessa passione.

    Dopo una giornata di lavoro e di impegni familiari, aspettavo la sera, per mettermi, dopo cena, a scrivere. Così cominciai anche a partecipare a qualche concorso. Poi un giorno scoprii la poesia. La poesia. Un genere che avevo reputato da sempre così lontano da me… Cominciarono ad arrivare i primi riconoscimenti. Parecchie volte ho salito anche il podio.

    Non mi interessa fare pubblicazioni. Quello dello scrivere resta per me una specie di hobby che comunque mi fa bene. Devo infatti ringraziare la scrittura che mi ha dato e continua a darmi modo di conoscere meglio me stessa. Mi aiuta ad affondare nei miei pensieri e a leggermi dentro. Disseppellisce ricordi e sensazioni che avevo dimenticato. Sotto uno strato di consuetudine e di routine, c’era dell’altro rimasto sepolto, ma sul quale comunque sono cresciuta: le mie radici nascoste.

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