Maddalena Frangioni

    Ho raggiunto come si dice una certa età e più che gli anni pesano le esperienze di vita anche se abbastanza comuni e normali. Vengo da una famiglia della provincia di Pisa in Toscana e da mia madre ho assimilato la forza e il coraggio di vivere una vita attiva fatta di lavoro (lei artigiana responsabile di una camiceria da uomo su misura) e di attenzione alla vita sociale delle persone alle prese con certe scelte politiche talvolta non appropriate. Ho attraversato la seconda metà del ‘900 tra una ripresa economica del dopoguerra e lotte sociali per la conquista dei diritti in particolare per le donne a cominciare dal diritto allo studio. Laureata in Filosofia e Pedagogia a Firenze mi sono trasferita a Milano dove ho insegnato Lettere nella scuola media per 38 anni.

    Ho conosciuto soprattutto il mondo dei ragazzi con tutte le problematiche legate anche alle condizioni sociali e familiari. Come donna faccio parte delle tante donne divorziate che hanno vissuto sulla propria pelle situazioni difficili, ma come molte mie amiche nelle stesse condizioni non mi sono fatta travolgere, la cultura e il mio ottimismo mi hanno sempre aiutata. Ho vissuto per qualche tempo anche all’estero esattamente in IRAQ,negli anni ottanta. paese oggi distrutto dove ho avuto modo di entrare in contatto con altre culture.

    Credo nell’importanza del viaggio ma non a scopo turistico. Amo la conoscenza e il confronto con gli altri e cerco di star lontana da pregiudizi e schemi che vogliono soffocare la libertà del pensiero. Sono convinta sostenitrice del dialogo basato sull’ascolto. Non ho fatto nulla di eccezionale, ho lavorato e ora da alcuni anni ho trovato nella scrittura un mio modo di esprimermi. Attraverso di essa ho ripensato alle tante cose accadute e nel metterle sul foglio ho capito meglio me stessa e i fatti. Ciò che mi amareggia di più oggi è la sensazione che certe battaglie per i diritti siano ancora messe in discussione da gruppi di potere che agitano spettri di paura per ottenere il consenso.

    Ciò invece che mi rende contenta è vedere che molti ragazzi sanno ragionare con la propria testa e affrontano la vita con coraggio come la ragazza straniera di cui ho raccontato che ogni tanto sento e so che sarà capace di andare avanti per dare al suo bambino una vita serena. Anche ai miei nipoti già grandicelli non faccio che ripetere di studiare non tanto ai fini scolastici ma per una propria cultura in modo da saper far fronte a ogni possibile rigurgito di un potere non democratico irrispettoso delle idee.

    Quindi vivo questi anni con attenzione cercando di ridurre l’angoscia che è davvero tanta di fronte a certi accadimenti come il grande e complesso fenomeno dei migranti a vantaggio di una razionalità e capacità di analisi dei problemi che ritengo più utile e necessaria. Potrei dire ancora ma per non ripetere e annoiarmi mi fermo qui.

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